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Sistemi di illuminazione


Il sistema di illuminazione è una costituente essenziale e spesso critica del sistema, infatti determina il modo con cui l’immagine verrà acquisita e successivamente elaborata.

Se l’illuminazione non è adeguata al tipo di analisi che si intende fare, le successive operazioni di acquisizione ed elaborazione sono destinate a fallire.

Le principali tecniche di illuminazione sono:

Queste modalità sono indipendenti dalle proprietà fisiche della luce impiegata come ad esempio monocromaticità, colore, polarizzazione di cui parleremo più avanti.




Illuminazione direzionale

È la più facile da realizzare: una qualunque sorgente abbastanza compatta rispetto alla distanza dalla quale è posta dall'oggetto fornisce una illuminazione direzionale. Tanto più piccola è la sorgente e tanto maggiore è la sua distanza dall'oggetto, tanto più il campo luminoso che investe l'oggetto sarà piano ed uniforme.

Questo tipo di illuminazione è adatto a mettere in evidenza, con un elevato grado di contrasto, la superficie (texture) di superfici opache.
Un caso particolare di illuminazione direzionale è quello della luce radente che permette di evidenziare al massimo particolari superficiali come fratture o protuberanze.

In generale la luce direzionale è adatta alla illuminazione di superfici piane, poiché su superfici curve darebbe luogo a intensità di illuminazione non uniformi che possono tradursi in immagini difficili da analizzare.
Nel caso di oggetti riflettenti può dare luogo a riflessi che a seconda dell’applicazione possono essere desiderati o da evitare (tipicamente con l’uso di polarizzatori).
Fra le sorgenti più utilizzate per una buona illuminazione direzionale figurano le lampade alogene con o senza riflettore. Una sorgente direzionale per eccellenza è il Laser.



Illuminazione direzionale
e illuminazione radente



Illuminazione diffusa

È la più adatta per gli oggetti riflettenti.
La migliore sorgente diffusa - anche se poco pratica per la visione artificiale -sarebbe il cielo nuvoloso. Un qualunque sistema di illuminazione per luce diffusa deve cercare di riprodurre tale condizione.

Una buona approssimazione può essere ottenuta da una emisfera traslucida uniformemente illuminata dall'esterno. Si tratta di una soluzione particolarmente complessa anche perchè occorre forare la calotta per riprendere l'oggetto.




Illuminazione coassiale o omnidirezionale

È una soluzione diffusa nell'ambito dei SdV. In questa tecnica la sorgente - tipicamente una lampada circolare a fluorescenza - è posta intorno all'obiettivo della telecamera.
Facendo un paragone con le tecniche fotografiche, questa illuminazione è equiparabile all'uso del flash. Le immagini ottenute sono prive di ombre e appaiono quindi poco contrastate. Questa tecnica è adatta ad oggetti sfaccettati e riflettenti.



Diascopia

L'oggetto viene posto fra la telecamera ed uno sfondo luminoso che costituisce la sorgente. Questo sistema è particolarmente adatto per misurazioni sui profili di pezzi metallici e per individuare difetti in oggetti trasparenti. Gli oggetti metallici appaiono neri su di uno sfondo chiaro. Ciò permette di eseguire misurazioni 2D con la massima affidabilità. Gli oggetti trasparenti mostrano dei contorni scuri mentre le parti comprese tra i bordi appaiono illuminate abbastanza uniformemente; i difetti risultano visibili sia sulla faccia dell'oggetto rivolta verso la telecamera, sia su quella rivolta verso il pannello luminoso. La sola zona che resta esclusa dal controllo è quella vicina ai bordi.



Illuminazione per diascopia



Illuminazione strutturata

Per illuminazione strutturata si intende l'utilizzo di un campo luminoso con caratteristiche geometriche ben definite.
Una tipica applicazione che fa uso di luce strutturata è il rilievo tridimensionale di una superficie. Per questo problema si utilizzano le cosiddette "lame di luce": l'oggetto passa attraverso la lama di luce e integrando la forma della curva luminosa che si forma sulla superficie dell'oggetto se ne ricava la forma della superficie. Una lama di luce è costituita da un fascio laser espanso con una lente cilindrica o con altri sistemi. Per le sue caratteristiche di brillanza e coerenza, il laser è la sorgente luminosa più impiegata per generare luce strutturata.
 
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